Di come ci pensa la Vita.

Guardo il mio blog e non so bene cosa scrivere, sono così tante le cose che vorrei trasmettere attraverso queste pagine, soprattutto a chi vorrebbe cominciare a pedalare ma non se la sente per tanti motivi… ma non so bene cosa scrivere.

Rimango stupita di me e di essere arrivata fin qui.
Stasera sono particolarmente stanca, oggi è stato il lunedì di rientro al lavoro, piuttosto inconcludente ed un po’ nervoso. Finito di lavorare poi sono andata a trovare una mia amica, che ovviamente abita sulle alture genovesi.

Stanca o non stanca, appena salgo in bici è tutto un altro mondo.

Quando ho iniziato a pedalare non immaginavo tutto questo: credevo che al primo freddo o alla prima pioggia avrei smesso, che alla prima serata in ufficio a fare straordinari mi sarei pentita perchè la bicicletta é troppo faticosa.

Più di un anno fa ho venduto lo scooter.
Il primo motorino l’ho avuto a 14 anni, non mi sono mai mossa a piedi (se non quando era fermo dal meccanico, disperandomi), per fare anche il più piccolo spostamento prendevo lo scooter.
I primi mesi di bicicletta ancora alternavo i due mezzi: all’epoca abitavo in alto e quando capitava di dover fare la spesa della settimana o comprare le lettiere dei gatti, lo scooter era decisamente più comodo.
Ma si può continuare a pagare l’assicurazione, il bollo e la benzina per la lettiera dei gatti? Intendiamoci io adoro i miei gatti, però…

E poi ci pensa la Vita…

…una casa nuova, più in pianura e più centrale, e la decisione di fare una prova.
Ho sospeso l’assicurazione e portato lo scooter fuori Genova, nel parcheggio della mia migliore amica, a più di 30 km da casa mia: quanto mi sarebbe mancato? L’ho venduto due mesi dopo.

Capolungo 07.03.2016, in uno dei miei giri pre lavoro.
Capolungo 07.03.2016, in uno dei miei giri pre lavoro.

Da quel giorno è passato più di un anno e non mi sono mai pentita della mia scelta, e ancora adesso questa cosa mi fa strano.

Oltre al guadagno economico (più di 50 euro mensili risparmiati per la benzina, oltre a bollo e assicurazione), c’è quello che definirei un guadagno umano: vivo molto di più la mia città, i luoghi dove vivo e dove lavoro, mi sposto ad un ritmo che sento più mio, faccio cose che non ho mai fatto, faccio la spesa in modo più critico, guardo al mondo con occhi nuovi, mi interesso di ambiente e di economia…
Questi solo alcuni esempi di cosa mi abbia regalato in questi primi anni la bicicletta, oltre ad una maggiore sicurezza in me stessa, in quello che sono e in quello che voglio.

Intendiamoci… non sono una fondamentalista della bicicletta, almeno non per quanto riguarda gli altri: io amo spostarmi in bici, e al massimo bici+treno (per quanto sia una combinazione molto difficile), ma è una scelta personale che rispecchia me stessa.
Se vi confrontate con dieci ciclisti diversi, avrete dieci esperienze diverse, ed è giusto così: perché il legame bici-uomo è unico, e sta proprio lì il bello.

E così dal non sapere cosa scrivervi, è nato questo post con un altro pezzettino della mia esperienza.

Ci si legge la prossima settimana.


[Pubblicato 10/01/2017 – Aggiornato 08/10/2017]

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