Quanto tempo, caro blog, quanto tempo.

In questi giorni ho ripercorso molte volte la mia storia ed i miei inizi, quando scrivevo in pausa pranzo e di notte, mi picchiavo con i plugin e i test di velocità. Quanto tempo è passato, quanto dall’ultimo post, tantissimo da quando scrivevo tutti i giorni e pubblicavo regolarmente.

Tu sei qui, fedele, raccogli tutta la mia storia, i miei intenti, i miei sogni. Tu sei qui e accogli chi arriva, gli racconti chi sono, racconti che se si vuole fortemente un sogno si realizza.
Ultimamente ho scritto tanto per i social, ho dovuto cercare un nuovo modo di fare le cose, decidendo di delegare. Ma per una come me è difficile delegare, voglio controllare tutto, voglio che tutto sia perfetto. Ed è per questo che tu sei qui un po’ abbandonato, perché niente mi sembra perfetto per questo posto, scrivo tanto ma poi alla fine niente mi sembra adatto.
Se penso a quanto siano brutti i miei primi post, non dovrei vergognarmi di quelli di ora. Eppure…

Forse ho finalmente fatto pace con me stessa, con tutte le cose che faccio, ho messo insieme il mio lato ciclomeccanico con quello artistico, mi sono esposta, sono andata oltre la paura del giudizio e mi sento libera.

Infatti scrivo, scrivo tanto di nuovo, perché ho voglia di tornare tra queste pagine, di riprendere a raccontare, incoraggiare, condividere.

I social non mi regalano le gioie che tu mi hai regalato in questi anni. Sono un’altra cosa, più veloce, quasi infedele. Tu invece sei qui, che aspetti pazientemente il mio ritorno.

È arrivato il momento di realizzare l’impossibile, ancora una volta, tornare a scrivere e a pubblicare con regolarità. Impossibile perché da quando ho la ciclofficina ho perso il filo di tutto. Sono passati due anni dall’apertura, caro il mio blog è arrivato il momento di farcela.