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Buona fine e buon inizio.

C’è stato un tempo in cui, in occasione del Capodanno, scrivevo messaggi o email personalizzate a poche selezionate persone. Ad un certo punto ho smesso. Non so il perché, ho semplicemente smesso.
L’anno scorso non ho scritto un post dedicato al Capodanno: il 2017 è stato un anno duro e in chiusura ho dovuto fare i conti (dolorosi) con me stessa. Quest’anno è diverso.
Leggo ovunque, chi per un motivo chi per un altro, che il 2018 è un anno da dimenticare, meno male che finisce.
Mi fa un po’ ridere questa cosa, anche perché il primo di gennaio non cambierà tutto per magia: le cose cambiano se vogliamo farle cambiare.

È anche vero che il nuovo anno diventa la scusa per riprendere cose abbandonate, per tirare fuori dai cassetti i buoni propositi dimenticati, o crearne di nuovi. L’inizio dell’anno diventa pretesto e occasione di cambiamento che possiamo realizzare con una buona dose di determinazione e perseveranza.

determinazióne s. f. [dal lat. determinatioonis; v. determinare].

1.a. Azione e conseguenza del determinare, cioè dello stabilire o indicare con esattezza: d. dei confini; d. del luogo, del tempo, delle circostanze di un fatto; d. di un concetto; d. della dose di un farmaco; anche calcolo, o valutazione: d. del valore di un’espressione (in matematica); d. della pressione arteriosa, d. dei cloruri (in chimica analitica). b. In zoologia e botanica, ricerca e indicazione della categoria sistematica a cui appartiene un animale o una pianta.

2.a. Decisione, momento terminale della deliberazione volitiva: prendere una d., venire a una d.; rendere note le d. del consiglio. Anche, la cosa deliberata: è una d. infame. b. Volontà risoluta: agire con d., con fredda determinazione.

3. Nel linguaggio filos., l’essere provocato o prodotto come conseguenza diretta e necessaria: la d. causale degli eventi, presupposto delle concezioni e interpretazioni deterministiche della realtà (v. determinismo).

4. In biologia, l’insieme dei cambiamenti irreversibili che si producono durante lo sviluppo dell’embrione, in seguito all’insorgere di una graduale specializzazione dei blastomeri, per cui essi possono evolversi verso un determinato tipo di cellule e non verso un altro.

(fonte Treccani)

Amo questa parola e ho capito che di certo non è una dote che mi manca, anzi.
Su alcune cose arranco di più, su altre meno, come tutti (per dirla in termini buddisti) ho le mie tendenze con le quali lotto: la paura di non farcela, il non riuscire a fare una dieta, il voler sempre essere al top e il non accettarmi quando sbaglio, ad esempio.
Ma la parola chiave di tutta la frase è lotto: quel che conta è non smettere mai di agire per cercare di costruire la Vita che vogliamo.

Per me, come chi mi legge da tempo ben sa, il 2018 è stato l’anno della svolta: lasciato il posto fisso (posto dove facevo come volevo e lavoravo in totale autonomia), ho deciso di aprire una ciclofficina a Genova.
Nessuno ha realmente creduto in questo progetto, perché Genova non è una città da biciclette: in realtà Genova è una città dove chi pedala non sa dove portare la propria bici ad aggiustare. Se sei uno sportivo sai dove andare, se sei un ciclista della domenica anche, ma se sei un ciclista urbano, che usa regolarmente la bici e come tale la vuole regolarmente in ordine, non sai dove andare. Secondo voi perché io ho cominciato? (Oltre al fatto che volevo andare in vacanza da sola).

Io stessa stentavo (e ancora un po’ tentenno) a credere che un’attività del genere potesse prendere, ed infatti inizialmente il progetto era completamente diverso. Poi, come dico spesso, ci ha pensato la Vita. Non si tratta di mero fatalismo e attesa passiva che le cose capiteranno, forse, prima o poi.
Vuol dire continuare a seminare, a compiere azioni e, per dirla nuovamente in buddese, concentrarsi sulle cause e non sugli effetti.

Ho coniato tempo fa la mia personale metafora: se coltivi semi di pomodoro, nasceranno pomodori, se semini felicità raccoglierai felicità.

Nessuna pianta nasce in un attimo: ci vuole cura, pazienza, coraggio. Nulla è a caso.
Poi ogni tanto ti accorgi che quella pianta non sta crescendo come te lo aspettavi e ti capita anche di pensare di aver sbagliato, per poi capire solo con il tempo che è tutto molto meglio di quello che immaginavi.

Ho iniziato l’anno senza soldi e lo finisco senza soldi, ma nel mentre sono andata su e giù da Monza per tre mesi e questa cosa mi ha dato la possibilità di costruire un legame stupendo con mia cugina, conoscere un’altra Milano e scoprire un bar vegano fighissimo a Monza (e per nulla caro).
Ho trascorso gli ultimi sei mesi in ditta insegnando tutto quello che sapevo ai miei ex colleghi e questa cosa mi ha fatto capire che sono brava ad insegnare e che mi piace, mi ha fatto realizzare quante cose avessi imparato nel tempo, ho compreso che sono una creatrice di metodo: mi piace trovare modi ottimali di realizzare le cose. Questo mio approccio non è solo al lavoro, ma alla Vita, ed è a questo punto che c’è stata l’illuminazione finale.

Posso fare tutto quello che voglio, se lo voglio.

Quindi ho iniziato a studiare inglese, ho iniziato a studiare marketing, ho nel cassetto da tempo il sogno di una laurea e chissà. Sono fiorita.
Tutto facile quando lo scrivo a posteriori, ma non lo è e non lo è stato affatto, perché i soldi mi strozzano (ovviamente, nulla di strano ho appena aperto un’attività e non ho mai avuto i capitali da parte) e non sempre è facile rimanere concentrati. Poi ti fermi a scrivere (o a rileggere cose già scritte), pensi che nei hai passate tante per arrivare dove sei e ti ricentri.

La mia attività doveva essere diversa e le difficoltà incontrate fin da subito mi hanno fatto aggiustare il tiro abbastanza in tempo da capire che stavo sbagliando tutto e che dovevo trasformarmi ancor prima di cominciare. Ed oggi (ndr 29/12/2018: giorno in cui ho scritto il post) sono proprio qui, in bucofficina (per chi non lo sapesse è meno di 5 mq). Nessun lavoro da fare ma volevo comunque aprire, stare fuori di casa, salutare i vecchietti della zona che mi hanno preso ad idolo, respirarmi la mia attività.

Come ho scritto nell’ultimo post, il 2019 è già carico di obiettivi. A differenza della fine del 2017, sento di aver vinto e non perché va tutto bene, ma perché sto percorrendo la strada che voglio, lo sto facendo al massimo di me stessa, nonostante tutto, ma proprio tutto. Ed auguro a tutti questa sensazione di felicità assoluta, al di là di ciò che vi succede intorno, al di là degli ostacoli temporanei: la felicità è la causa, sempre rimarrà la causa delle nostre azioni e non dobbiamo mai dimenticarcelo.

Auguro a tutti il coraggio, il desiderio e la determinazione di portare avanti i Vostri propositi, che siano dichiarati o no, scritti o solo nella Vostra mente: non abbandonate i Vostri sogni, non preoccupatevi di quanto possano sembrare assurdi, sono i Vostri sogni e sono sacri sopra ogni cosa.

So che può sembrare assurdo, ma se avete bisogno io ci sono: potete scrivermi, potete chiamarmi. A volte si ha bisogno di una mano ed io sono qui a tendere la mia: questo blog è nato soprattutto con questo scopo.
Passate la fine dell’anno con chi amate, non perdete tempo a fare cose che non vi piacciono. Ed iniziate l’anno con chi amate. E se purtroppo non potete a causa del lavoro, ad esempio, stampatevi un sorriso in faccia e cercate di affrontare tutto con il sorriso: so quanto è difficile ma so anche quanto questa azione sia magica.
Sono consapevole che tutto questo può sembrare pretenzioso, non voglio mettermi sul pulpito e fare la guru. Sono felice, Vi passo la mia esperienza, mi metto a Vostra disposizione. Non c’è altro dietro. A volte mi prende la mano, vorrei aiutare tutti, vorrei abbracciare tutti.

Buona fine e buon inizio.

E se per qualunque motivo quest’anno per Voi è stato uno schifo, non rimuginateci troppo sopra: rilanciate. Quel che è stato, è stato, e ricordate che da questo momento in poi potete trasformare la Vostra vita, lo potete fare in qualunque istante (è meno difficile di quello che si pensa).
Un abbraccio a chi per qualsiasi motivo sente di non farcela, è solo una fase, fidateVi.
Un abbraccio a chi come me passerà il Capodanno da sola con se stessa, per raccogliere le forze (e per stare vicino ai propri animali).
Un abbraccio a chi pensa che questo post sia un po’ troppo saccente (può essere).
Un abbraccio a tutti.

Buon anno.

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