Bikeitalia, Bikenomist e non solo corsi.

È capitato spesso nei miei racconti di nominare Bikeitalia.
Ormai sanno anche i sassi che ho frequentato i loro corsi: ho iniziato primavera 2016 e quello che ho potuto apprezzare è stata la loro crescita professionale.

Proprio per questa scelta mi è capitato, in più occasioni, di essere criticata: non si può piacere a tutti come dice Alessandro (che ha risposto in rappresentanza della società).
Ma chi sono Omar e Alessandro, chi c’è dietro Bikeitalia?

Ho deciso di intervistarli e ve li presento…

Alessandro Micozzi: amministratore.
Paolo Pinzuti: responsabile marketing.
Omar Gatti: responsabile area tecnica e formazione.
C’è anche Paolo Volpato, caporedattore e responsabile dell’area e-bike, che è quasi un socio.
In azienda ci sono poi altre risorse: un paio di dipendenti, i vari relatori, un paio di collaboratori assidui e tanti collaboratori occasionali.

Bikeitalia è un progetto Bikeconomics… La differenza tra le due, visto che nell’immaginario collettivo sono la stessa cosa?

Ti devo correggere, l’azienda si chiama Bikenomist.
Ammettiamo di aver scelto un nome complicato. Bikenomist è il soggetto che si occupa di bikenomics (crasi tra bike ed economics), quella disciplina che studia l’impatto dell’uso della bicicletta sull’economia. La differenza è che Bikenomist è un’azienda, Bikeitalia.it è una testata giornalistica online di proprietà di Bikenomist.
In pratica Bikeitalia è lo strumento di comunicazione principale delle attività dell’azienda.

Siete nati dal movimento salvaiciclisti… Ma siete voi i promotori di questo movimento? Come è nata questa idea?

Come saprai, il movimento salvaiciclisti è nato in seguito ad un’analoga iniziativa del quotidiano inglese Times dopo che una loro giornalista è morta investita andando in bici in redazione.
L’idea di replicare la campagna in Italia è stata di Paolo Pinzuti, ma il movimento è cresciuto e si è affermato grazie ad un lavoro collettivo, supportato da diverse competenze messe a disposizione gratuitamente e sparso su più città (in particolare Milano, Roma, Bologna, Torino, Catania).

Com’è nata l’idea di fare corsi di ciclomeccanica?

L’idea dei corsi di meccanica è stata abbastanza naturale. Omar da molti mesi rispondeva ai commenti ai tutorial e a molte mail private su meccanica e biomeccanica, in pratica già faceva formazione online. Da qui l’idea di farla diventare un’attività aziendale.

Quando ho chiesto ad Alessandro una foto "ufficiale" mi ha risposto che non ne avevano...<br /> La società è così nuova e in divenire che non hanno foto di archivio. La cosa mi ha fatto sorridere. Così ho scelto io una foto, fatta al primo corso, anche se Bikeitalia non è solo corsi... Era Saronno, aprile 2016, il mio primo incontro con loro e con la ciclomeccanica.
Quando ho chiesto ad Alessandro una foto “ufficiale” mi ha risposto che non ne avevano…
La società è così nuova e in divenire che non hanno foto di archivio. La cosa mi ha fatto sorridere.
Così ho scelto io una foto, fatta al primo corso, anche se Bikeitalia non è solo corsi…
Era Saronno, aprile 2016, il mio primo incontro con loro e con la ciclomeccanica. Nello specifico la bici di Omar: cavia di molti corsisti:-)

Bikeitalia però non è solo corsi… Il Vostro claim è Trasformiamo l’Italia in un paese ciclabile. Che progetti avete e cosa fate per attuare questa trasformazione?

Le attività aziendali, esistenti e (speriamo) future sono: informazione, formazione e consulenza, in ambito ciclismo urbano, cicloturismo e tecnica della bici. La somma di tutte queste attività, svolte nel migliore dei modi e a lungo termine, dovrebbe dare luogo alla mission che è proprio trasformare l’Italia in un paese ciclabile.

Alcuni articoli e affermazioni in rete possono creare o hanno creato attriti. E la vostra scelta di creare dei professionisti vi ha procurato anche minacce. Come vivete questi episodi? Avete mai voglia di mollare?

Abbiamo imparato col tempo che comunque la si pensi non ci si può aspettare di avere il plebiscito. Su Bikeitalia ci sono posizioni abbastanza spigolose da quando era un blog seguito da un pugno di persone, quindi la linea editoriale è sempre la stessa. Insomma, si fanno delle scelte e avendo un pubblico ampio occorre essere disposti a ricevere qualche critica.
Riguardo alla formazione dei professionisti, parlare di minacce mi sembra esagerato: sicuramente creare concorrenza in un settore già abbastanza ristretto come quello della bici crea voglia di emergere e gelosie, ma diciamo che fa parte del gioco.

Rispetto a quando avete cominciato quanti anni sono passati? Vi aspettavate tutto quello, nel bene e nel male, che è successo fino ad oggi? Un episodio, se ce, che più vi ha sorpreso?

Bikeitalia esiste da luglio 2013, quindi da 4 anni, ed è l’unione di due blog a loro volta fondati nel 2008. Bikenomist è nata all’inizio del 2015.
Non ci sono singoli episodi che hanno segnato una svolta, eppure se guardiamo indietro di 4 anni, ci rendiamo conto che molte cose sono cambiate e alcune non le avrebbero previste nemmeno i più ottimisti, quindi un segno di cambiamento si intravede.

Progetti per il futuro?

I progetti per il futuro sono di svolgere al meglio tutte le attività aziendali di cui sopra, coltivando il raggiungimento della mission giorno dopo giorno. Per fortuna la bicicletta, seppur in diverse sfaccettature, è una nostra passione comune e questo è un privilegio enorme.

 

Come la pensi...