La bici è libertà, il viaggio è libertà.

Con questo post dò il via ad un nuova sezione del blog: attualità.

E lo faccio parlando di Jovanotti.
Premetto: non amo chi sta sempre sul pezzo, chi è sempre infomarto dei fatti, ma soprattutto ha sempre un’opinione. Anche perchè, spesso, non si capisce se è solo voglia di condividere un pensiero o desiderio di popolarità da social.
Io non ho un opinione su tutto, anzi. E non sono sempre informata, e forse è un male. Ma Lorenzo è Lorenzo e non posso esimermi dal dire la mia.
In realtà questo post non parlerà tanto di quel che ha fatto Jovanotti, ma di tutto quello che ci ho visto intorno.

Andiamo con ordine.
Sui social è iniziata a rimbalzare la notizia che Jovanotti ha fatto il giro della Nuova Zelanda in bici.
Il pensiero è andato subito a quando fece la stessa cosa in Patagonia: all’epoca ero giovane e non ero una ciclista, la notizia rimbalzò parecchio anche in quella occasione, mi colpì lo spirito di avventura. Non ho mai approfondito, e non mi interessa, sapere se e quanto marketing ci abbia tirato fuori.
Idem per la Nuova Zelanda.
Il video del viaggio non l’ho ancora visto tutto per totale mancanza di tempo, ne ho guardato qualche pezzo la sera prima di addormentarmi: un po’ noioso, a tratti divertente.
Ci farà i soldi dietro a questo viaggio? Buon per lui (come se ne avesse bisogno).
Ci scasserà le balle ad ogni intervista per i prossimi mesi, e nel mentre pubblicizzerà il suo nuovo album?
Non è vero che l’ha fatto, come dichiara lui all’inizio del video, per allontanarsi da tutto e rigenerarsi?

Ecco, io vorrei sapere, ma cosa ve ne frega?

Siamo i primi, noi, esserini sconosciuti alle masse, a condividere le nostre esperienze di viaggio sui social e lui non lo può fare e se lo fa è solo esibizionismo?
Siamo tutti esibizionisti, a tutti noi ci piace raccontare quanti chilometri abbiamo fatto in quel tot di tempo e soprattutto sai che salite…
Lo stesso vale per Jovanotti, solo che lui è già famoso, quindi il rimbalzo mediatico è notevole.

Volete sapere cosa invidio a Lorenzo? La libertà.

Certo anche la libertà che gli permette essere ricco, non deve impazzire come me a prenotare prima in base al budget e a contare gli spicci per mangiare, io di certo non me lo posso permettere un vasetto di miele da 100 euro, ma buon per lui che è ricco.
La libertà che gli invidio è quella mentale. Quella che gli permette di fare quello che fa, esponendosi al pubblico in bene e in male, quella libertà che lo fa sdraiare sull’asfalto perchè è stanco, quella libertà che gli permette di andare dall’altra parte del mondo per un po’.

La bicicletta è libertà, e ammetto, con rammarico, che sono rimasta un po’ male, iscrivendomi a qualche gruppo online qua e là per condividere la mia esperienza e leggerne altre, di come ci sia un giudizio spietato su tutto quello che gli altri fanno e come lo hanno fatto.
Stamattina un cicloturista ha postato un percorso che si è inventato chiedendo consigli e tra i commenti ma perchè ti inventi i percorsi?
Perchè no, mi viene da rispondere.
Se viaggi esplori, e se esplori non sempre lo fai su strade già segnate.
Anche io mi invento i percorsi e, spesso, mi dimentico di valutare la presenza di ciclabili (vivendo a Genova non sono affatto abituata alla presenza di ciclabili).

La bici è libertà, il viaggio è libertà.

Il mio prossimo viaggio me lo sono inventato perchè non volevo passare la giornata in treno: un giorno di viaggio contro cinque sui pedali… ve ne racconterò prossimamente.


[Pubblicato 13/04/2017 – Aggiornato 18/12/2017]

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