Bello e Figo.

L’età è stimabile in 50 anni. L’altezza è media. Il sovrappeso moderato. Il vestiario tecnico da sci è impeccabile. I capelli sono freschi di doccia, un po’ lunghi, alla George Michael di Careless Whisper ma brizzolati. Gli occhiali scuri, di marca, trovano giusta collocazione sulla testa, a tenere indietro la chioma ribelle.

Dal momento che è tardo pomeriggio, o non ha sciato e si è vestito da sci, o ha sciato e poi è passato da casa a farsi la doccia e si è rivestito da sci.

Si aggira per il negozio di articoli sportivi da montagna con fare compiaciuto. Se volesse, potrebbe comprare tutto. Ma non compra niente. Qualcuno lo guarda come fosse un coglione. D’altro canto lui è lì per farsi guardare. Vuole che tutti sappiano che, con la roba che ha addosso, potrebbe attraversare l’artico senza patire il freddo. Per gli amanti dei dati, il dicembre del 2016 segna l’ennesimo record di caldo sulle Alpi. Qualcuno è in maglietta in questo Natale che mostra chiaramente il corto circuito del genere umano.

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Lo rivedo fuori dal negozio. Si è messo in piedi su un piccolo cumulo di neve, misera testimonianza di una montagna che non c’è più. Neve sporca e dura, raccolta dalle ruspe per far posto ai parcheggi. Si aggiusta i capelli usando, come specchio, la telecamera secondaria del suo smartphone di ultimissima generazione con la quale potrebbe girare in HD un documentario per Discovery Channel. Poi, all’improvviso, trova l’inquadratura migliore, l’unica che gli permetta di farsi un selfie che abbia come sfondo quel piccolo spazio di natura dove la follia dell’uomo non abbia ancora costruito qualcosa. A quel punto, fa la linguaccia e scatta.


[Post scritto interamente da Andrea Paradiso]

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