(Questo post è anche in versione audio, la trovate in fondo)

Oggi ci ho lasciato la mano destra. Più o meno.
Tantissimi anni fa mi è caduto un rotolo sul polso destro, 120 cm di rotolo quasi pieno di pvc colorato e il mio polso tra il rotolo e il porta rotolo, un male che non Vi dico e che puntualmente torna, quando cambia l’umidità nell’aria e quando sforzo troppo la mano come oggi.

Che bello aver deciso di fare la meccanica di biciclette ed avere le mani di pastafrolla (anche la sinistra non è messa benissimo). In effetti, prima di decidermi a fare questo lavoro, ci ho pensato parecchio anche per questo motivo.
La settimana scorsa è arrivata in bucofficina una bici da corsa in carbonio, Shimano 105, 10 velocità. Il deragliatore anteriore lavorava male. L’ho smontato e buttato a mollo nello sgrassatore. Il cliente mi ha parlato di sporco e fango pulito in ritardo, a vista non ho visto colpi o perni storti, la cosa più logica è stata metterlo a mollo.
Ho fatto diverse prove intermedie ed oggi l’ho rimontato.

Ho cambiato talmente tante volte per vedere se e come funzionava che mi sono devastata la mano e soprattutto, ad un certo punto, non capivo più se si muoveva realmente o lo stavo sognando.
Non sono ancora completamente soddisfatta. È di molto migliorato rispetto a quando è arrivato ma sicuro c’è un cambio guaina da fare. Rimango dubbia però che torni a funzionare in maniera ottimale.

Sabato consegno e con il cliente valuteremo il da farsi dopo che l’avrà provata.
Ci sono certi lavori in cui sapere dove mettere mano non sempre basta. Serve un po’ di creatività e procedere anche per tentativi finché non si trova la soluzione corretta.
In fondo è il bello di questo lavoro: non è mai uguale a sé stesso.
Ora metto la mano sotto ghiaccio, che è meglio.