Foto di Fabio Bussalino, mentre sistemo una ruota.

Se c’è una cosa che stupidamente mi ferisce è questa idea che la/il meccanicə freghi sempre, che lucri su ogni riparazione, perché in realtà il pezzo online lo trovi a meno e per cinque minuti di lavoro può anche non farsi pagare che già guadagna sul ricambio.

Stupidamente perché sono ormai certa di essere troppo sensibile e di rimanerci male per atteggiamenti che le/i più liquidano con un ma che te frega lascialo parlare.

Il problema è che a me frega, eccome.

Sul web c’è un proliferare di vecchi e nuovi forum con ma cosa porti la moto dal meccanico, fatti il lavoro da te: io che ho cominciato come autodidatta non sapendo dove portare la bici rimango di sasso. Dovrei capire chi impara a fare manutenzione al proprio mezzo in autonomia, ma non posso fare a meno di contestarne le motivazioni.

Inoltre mi sfugge come la gente pretenda di avere sotto il fondo schiena una Ferrari ma pagare i tagliandi come se fosse una Panda, con tutto il rispetto per il pandino.

Io aggiusto bici. Lo faccio anche piuttosto bene e non lo dico io ma i miei clienti. Ovviamente c’è chi non mi sopporta, come c’è chi negli anni ho sbattuto fuori dalla mia ciclofficina, ma in generale la media di clienti soddisfatti è alta.

Mettere mano ad una bici vuol dire anche scontrarsi con il costo dei ricambi che, come in altri ambiti, è proporzionale al prezzo dell’oggetto da aggiustare, nel mio caso la bicicletta.

Se hai acquistato una bici da corsa da 6000 euro o un’e-bike da 4000 non puoi realmente pensare di comprare il pacco pignoni da 12 velocità a 15 euro online. Non ha senso.

Come non ha senso affermare che un paio di pastiglie per bici a 40 euro sono un furto.

Uno degli ultimi modelli di freni a disco Campagnolo (Gruppo Chorus) monta pastiglie che costano esattamente 40 euro al paio di cui non esistono compatibili.

Tutti episodi veri successi in ciclofficina.

Prima di pensare che bici vuol dire economico sempre, dovreste capire cosa state acquistando.

E soprattutto, non fare paragoni con altri tipi di meccanica: se paragonate la riparazione di uno scooter con quella di una bici, può capitare che quest’ultima sembri sproporzionata ma, in realtà, state paragonando due mondi differenti. Non ha senso.

Sia chiaro, non sto criticando l’ignoranza: non sapere e imparare è il mio stile di Vita. Contesto quell’atteggiamento ignorante becero che fa credere alle persone di sapere tutto, quando in realtà ignorano molte cose, in primis la propria ignoranza.

Ed io spiego, sempre, tantissimo, o ci provo.

Sempre di più le officine di moto, auto e scooter si sono specializzate su singoli brand. Se compri BMW vai in un’officina BMW, se compri Kymco vai in un’officina specializzata Kymco.

L’idea del meccanico multimarca è sempre più lontana perché ogni casa ha i suoi standard, i suoi schemi meccanici ed elettronici e il progresso ha costretto in qualche modo a specializzarsi sempre più in un determinato ambito sia per l’attrezzatura che per i software necessari.

Questo è il motivo per cui i venditori di biciclette aggiustano quello che vendono: hanno (dovrebbero) avere in casa i ricambi, gli attrezzi necessari e aver fatto corsi di aggiornamento inerenti il brand che vendono.

Decidere di abbattere questa barriera e aggiustare tutto diventa una scelta controcorrente, a volte penso controproducente.

Vuol dire avere molta attrezzatura in casa e studiare autonomamente ogni standard vecchio e nuovo.

Quando leggo il meccanico vuole troppo neanche per la moto mi hanno chiesto così tanto, lo ammetto, mi deprimo e mi passa la voglia di spiegare che quello che stanno dicendo non ha senso, perché sono tecnologie differenti ed è proprio sbagliato pensare che bici uguale economico a prescindere.

Non c’è nulla di male nel voler imparare ad occuparsi del proprio mezzo, auto moto bici o scooter che sia, ma c’è molto di male (quasi meschino) nel pensare continuamente che le/i meccanicɜ sono tuttɜ ladrɜ.

Potrei dilungarmi in un discorso di spese di gestione e di come di quei 50 100 200 euro incassati in tasca ne rimangono ben pochi, ma so già che non ha senso. In fondo non c’è peggior sordə di chi non vuole sentire e chi parte con idee preconcette sul lavoro altrui, personalmente mi sembra molto sordə.

Confido che chi non fa parte di quel gruppo non abbia bisogno di spiegazioni, con un po’ di intuito si capisce bene di che spese necessita la gestione di un’officina e quanto margine effettivo c’è sulle riparazioni.

Per lo stesso ragionamento non credo che questo post possa realmente servire a qualcosa, ma sentivo l’imperativo morale di scriverlo.

Le/i meccanicɜ non sono tuttɜ ladrɜ, c’è un’infinità di fattori che influenza una riparazione meccanica e questa infinità aumenta quando si parla di bici.

Prima di sminuire il lavoro altrui, fermatevi a pensare e poi tacete: non esiste un reale motivo per parlare.

Se un lavoro non è eseguito bene avete ragione a pretendere che sia rifatto, ma se non sapete fare qualcosa e vi affidate ad un/a professionista non avete le competenze e l’esperienza per contestare il prezzo.

Il cliente non ha sempre ragione. Il cliente arrogante e saccente non ha mai ragione.

È svilente vedere queste dinamiche (non solo) online che sicuramente non accadono solo nel mio ambito. Sono convinta che dovrebbe fregare di più, che non bisognerebbe stare zittɜ difendendosi dietro tanto è così.

Questo lungo post nasce a seguito di uno spiacevole episodio in ciclofficina dove mi è stato contestato il costo di una riparazione. Non entro nei dettagli dell’episodio perché non sono importanti.

Volevo solo lanciare questa mia considerazione nel mare magnum del web sperando che qualcunə passando di qua si fermasse a ragionare sul proprio atteggiamento verso il lavoro altrui.