Antonello Loreto: primo piano.

Antonello è un mio amico, conosciuto online (il lato buono del web), con cui ho organizzato due presentazioni in occasione dell’uscita dei suoi libri.
Ha scritto due libri, La Favola di Syd e Un’Altra Scelta (entrambi acquistabili in versione cartacea o e-book), prossimamente in uscita con il terzo, che non vedo l’ora di avere tra le mani.

Perché un’intervista ad uno scrittore, che con bici e ciclomeccanica ha poco a che fare?
Antonello Loreto è uno degli esempi che mi ha ispirato a cambiare vita: la sua storia mi colpì molto quando lo conobbi e, in qualche modo, mi ha dato il coraggio di decidere di cambiare la mia come sto facendo.

Buona lettura.

I libri di Antonello Loreto: La Favola di Syd e Un'Altra Scelta.
I libri di Antonello Loreto: La Favola di Syd e Un’Altra Scelta.

Iniziamo dai convenevoli: nome, età, dove vivi…

Mi chiamo Antonello, ho 47 anni, vivo a Roma e scrivo.

Ad un certo punto della tua vita hai cambiato lavoro: come mai questa decisione e dove hai trovato il coraggio?

Ho deciso una mattina di dicembre di quattro anni fa. Le cose con il mio lavoro precedente andavano a rilento da tempo, ero stressato e non mi divertivo più. Covava dentro questa voglia di cambiare vita e di dettarmi l’agenda da solo, secondo le mie vere aspirazioni. Invece spesso ci lasciamo trascinare dalla routine, dalla normalità che dovrebbe darci sicurezza ed invece ci avvelena giorno dopo giorno. Ed allora, in modo forse un po’ incosciente ma con l’appoggio di mia moglie, ho deciso di cominciare a scrivere professionalmente.

C’è qualcosa che ti manca della tua vecchia vita? Mai capitato di voler tornare indietro?

No, non mi è mai capitato di voltarmi indietro e dirmi cosa hai fatto? Sarebbe stupido dire di non essermi girato mai, soprattutto in alcuni periodi nei quali l’ispirazione e le soddisfazioni non sono al top. Ma svolgo la mia nuova vita con passione e questo mi aiuta a superare i momenti negativi. Forse mi manca un po’ di socialità del luogo di lavoro e con i colleghi, perché vivo parecchio da solo. Ma mi sono ricostruito una mia routine, fatta di altri ritmi ed altre cose, con una qualità di vita certamente migliore. E va bene così.

Cosa consiglieresti a chi vuole fare come te e cioè cambiare vita?

Credo che ognuno di noi abbia i propri tempi ed i propri processi di scelta. Quindi anzitutto direi di non ascoltare gli altri, se non per esigenze consultive che comprendo. Ma di decidere di testa propria, perché soltanto chi è deciso a fare un passo simile può sentire quando è il momento giusto e se lo è davvero. Senza forzarlo però, deve quasi avvenire naturalmente.

Se non fossi più soddisfatto saresti disposto a cambiare ancora?

Immagino di sì. Non credo che un mestiere artistico possa essere trascinato. Anzi, si regge sulla passione e sull’entusiasmo. Ma certo, bisogna mettere sempre in conto che non sia la tappa finale, anche se mi auguro senz’altro che lo sia.

LordPinkerton, il bassotto più bello che ci sia... insieme ad Antonello.
LordPinkerton, il bassotto più bello che ci sia… insieme ad Antonello.

Che rapporto hai con la bicicletta?

Uno strano rapporto. Ho vissuto molti anni a L’Aquila, la mia città d’origine, che non ne permetteva un uso quotidiano per ragioni legate al freddo e alla particolare conformazione del posto fatto di continue salite e discese. Poi però c’è stato un periodo, una decina d’anni fa, coincidente col mio trasferimento a Pescara per motivi di lavoro, nel quale me ne sono innamorato. Anzi, mi succedeva di lasciare la macchina, incredibile a dirsi per un tipo pigro come me, e di fare decine di chilometri al giorno per raggiungere l’ufficio o per svago, approfittando di un comodo lungomare. Mi aiutava a respirare, ad espellere le tossine ed i cattivi pensieri, mi sentivo bene fisicamente e mentalmente.

Conclusione alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta… O più semplicemente raccontaci quello che vuoi.

Di domande me ne faccio tante come credo ognuno di noi. Spesso rispondo prendendomi in giro, ogni tanto fingendo di essere una persona seria. Però quella domanda a cui rispondo sempre molto volentieri me la faccio ogni tanto, dopo una giornata magari insoddisfacente, la sera davanti allo specchio prima di andare a dormire: “Anto, ma chi te lo ha fatto fare?” “Il fatto che sono felice.”

(Riferimenti social di Antonello Loreto: twitter e pagina fb de La Favola di Syd e Un’Altra Scelta)