In foto quello che vedete, un attacco manubrio che ha incontrato una smerigliatrice.

Uno dei primi lavori, uno dei miei clienti più affezionati. Aveva letto l’articolo su La Repubblica e mi aveva portato due bici, lasciate in cantina da tempo, che non sapeva dove portare: “ora ci sei tu”.

Tra le varie cose che si incriccano di una bicicletta abbandonata c’è sicuramente la serie sterzo. Avendole provate tutte senza esito mi era stato detto “butta via la bici”.

Mumble mumble…

“Pa’, passi in officina con la smerigliatrice?”

(Nota: ero all’inizio e non avevo idea che servisse una smerigliatrice in una ciclofficina. È ancora ora uno di quelli utensili che mi fa paura usare.)

Così mio padre titubante (era rimasto che le bici le aggiustavo e non le facevo a pezzi) mi ha dato una mano. Tagliato l’attacco manubrio, liberata la serie sterzo, sostituito l’attacco manubrio, sono passati due anni e quella bici è ancora in giro.

Ogni tanto ci vogliono le buone maniere ma, soprattutto, da quel momento ho deciso che prima di dire non ne vale la pena le provo veramente tutte.